info tecniche

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BELLANO

Per raggiungere Bellano percorrere la SS 36 che da Milano porta in Valtellina. La stessa strada vi porterà anche a Piantedo. All’uscita di Bellano scendere per la Provinciale direzione lago. Arrivati alle porte del  paese  di  Bellano,  oltrepassati  i binari ferroviari, si svolta alla prima a sinistra in direzione della stazione, dove è disponibile un ampio parcheggio libero. Il parcheggio si trova di fianco alla Stazione F.S. Proprio da quest’ultima, si potrà raggiungere il paese provenienti dalle  stazioni di Milano e Lecco o da Tirano, Sondrio, Morbegno, Colico. L’uscita della Stazione Ferroviaria è proprio in corrispondenza della Strada Provinciale mentre il parcheggio dista 100 mt  da questa. Per raggiungere la partenza del Trail, proseguire lungo la Provinciale per circa 400 mt, direzione nord, verso il centro del paese. Giunti all’intersezione con via Tommaso Grossi, svoltare a sinistra  e  percorrere quest’ultima via fino in fondo alla Località Poncia dove troverete la partenza e la segreteria.

Parcheggi-Bellano bellanoPARCHEGGIARE A BELLANO

L’organizzazione vi consiglia di parcheggiare nell’area parcheggio della Stazione Ferroviaria, area gratuita e con molti posti auto disponibili.

 

ABBADIA LARIANA

Per raggiungere Abbadia Lariana percorrere la SS 36 che da Milano porta in Valtellina, o viceversa. Dopo aver oltrepassato il centro abitato di Lecco, uscire all’intersezione per Abbadia Lariana, percorrete circa 1 km sulla SP 72 e siete arrivati. Il ritrovo è situato al Parco Guzzi, posto alle spalle del “Park Hotel”. La stazione ferroviaria è a circa 100 mt dal Parco Guzzi..

PARCHEGGIARE AD ABBADIA LARIANA

All’entrata del Parco Guzzi vi è un ampio parcheggio, a pagamento (14 euro giornaliere) altrimenti vi sono altri parcheggi “gratuiti” sul piazzale della Stazione Ferroviaria, altri ancora in centro ad Abbadia Lariana e all’entrata del paese. (vedi mappa parcheggi).

Parcheggi Abbadia

PIANTEDO

Oltrepassata l’uscita di Bellano,  proseguire sulla ss 36 per circa 16 km (fino all’ultima galleria) per poi svoltare  a destra alle indicazioni Chiavenna /Confine di stato. Entrare nel rotondone e svoltare alla prima a destra (troverete indicazioni Piantedo/Delebio/Sondrio) poi alla successiva rotonda vi troverete di fianco il Centro Commerciale  Iperal, prendete la seconda uscita, verso Piantedo. Imboccata la vecchia ss 36, arriverete ad una terza rotonda, proseguite sulla strada principale, percorrete 500 mt per poi svoltare a destra. Siete arrivati, non potrete sbagliarvi, a poche centinaia di metri noterete il traguardo della gara, la palestra e il Municipio.Non mancheranno le indicazioni con il logo del Trail che vi condurranno alla meta. 

PARCHEGGIARE A PIANTEDO

Parcheggi-Piantedo

 

IN TRENO:

Fino a  Bellano e Colico.(Piantedo non ha stazione ferroviaria poi bus)
Linea Trenord da Milano  (Stazione Centrale):
Milano – Bellano/Colico fermate principali: Lecco – Bellano – Colico
Linea Ferrovia Retica da Coira (Svizzera) con il famoso “Trenino Rosso del Bernina”: www.rhb.ch/

Coira –  St. Moritz – Tirano Fermate principali:  Coira –  Zernez –  St. Moritz – Poschiavo – Tirano
Poi da Tirano a Sondrio – Morbegno – Colico – Bellano ……….Milano Centrale.

Orari: Le linee offrono collegamenti quasi ogni ora Trenord linea da Milano a Colico o Chiavenna:

Scarica l’orario

IN BUS:
Rete di collegamenti  interni tra le principali località della provincia di Lecco e la  Valtellina.
Orari: Regione Lombardia Infrastrutture e Mobilità: www.muoversi.regione.lombardia.it 

Principali località servite da autobus pubblico: Lecco – Valsassina –  Abadia Lariana – Mandello del Lario – Varenna – Bellano – Dervio – Dorio – Colico  – Chiavenna – Madesimo – Morbegno – Sondrio — Aprica – Tirano – Grosio – Sondalo – Bormio – Valfurva – Valdidentro – Livigno.

IN AEREO:
E’ possibile raggiungere la Provincia di Lecco e la Valtellina dai principali aeroporti della Lombardia collegati con servizio Bus alla Stazione Centrale di Milano:
Milano – Malpensa (a 116 km da Bellano + 16 da Colico)
Milano – Linate (a 83 km da Bellano + 16 da Colico)
Bergamo – Orio al Serio (a 66 km da Bellano + 16 da Colico)

Oppure dagli aeroporti internazionali di:
Aerotaxi Dall’Aviosuperficie di Caiolo (a 4 km da Sondrio) un servizio di aerotaxi effettua, su richiesta, un collegamento aereo diretto tra la Provincia di Sondrio e le principali città italiane ed europee.
Info: www.volavaltellina.it

IN AUTO:
Le principali Strade Statali:
S.S. 36 Spluga:
Milano – Lecco – Bellano – Colico – Piantedo – Chiavenna – Passo Spluga
S.S. 37 Maloja:
St. Moritz – Passo Maloja – Chiavenna – Piantedo – Colico – Bellano – Lecco – Milano
S.S. 340 Regina:
Como – Menaggio – Colico – Piantedo – Bellano
S.S. 39 Aprica:
Brescia – Edolo – Aprica – Tresenda – Sondrio – Morbegno – Piantedo – Colico – Bellano
S.S. 38 Stelvio:
Bolzano – Merano – Passo Stelvio – Bormio – Tirano – Sondrio – Piantedo –  Colico – Bellano
N. 27 Zernez (CH):
St. Moritz –  Zernez – Livigno – Bormio – Sondrio – Morbegno – Piantedo – Colico – Bellano
N. 29 Bernina (CH): 
St. Moritz – Poschiavo – Tirano – Sondrio – Morbegno – Piantedo – Colico – Bellano

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LA STORIA DEL SENTIERO

Il trail del viandante nasce da un’idea scaturita in seguito alla lettura di un libro, “Il Sentiero del Viandante”, scritto da Giovanna Virgili. Da qui l’iniziativa di creare un evento sportivo per coniugare sport, turismo e cultura poiché il sentiero fornisce all’atleta non solo il mero gusto della competizione ma la possibilità di arricchire il proprio bagaglio culturale unito ad un sano turismo sportivo.

sentierolibroPer rendere l’idea di quanto questi luoghi della sponda orientale del lago di Como siano affascinanti, andremo a narrare la storia del sentiero citando brevi stralci del libro. Consigliamo, a chi fosse interessato, di leggere il testo ed immergersi nei dettagli dei luoghi incantati che il sentiero  tocca sul suo tracciato, arricchiti con non poca sapienza dalla scrittrice.

Il volume propone al lettore una selezione ragionata delle più significative  testimonianze artistiche e architettoniche disseminate tra Abbadia Lariana e l’imbocco della Valtellina, nello ‘spazio’ compreso «tra lago e montagna» lungo il Sentiero del Viandante.  Un’attenzione particolare è stata peraltro rivolta alle testimonianze artistiche, pur senza trascurare altre emergenze di forte valenza storica, paesaggistica e più latamente, culturale, rappresentate da antiche strutture fortificate e da moderne realtà museali.

Ripercorrendo gli studi di Pietro Pensa sulle “Antiche vie di comunicazione nel sistema viario del territorio orientale del Lario”, aggiornati con i più recenti interventi pubblicati da Matteo Dolci negli Atti del convegno di studi Tardo Antico e Alto Medioevo tra Lario Orientale e Milano (Lecco, Palazzo Belgiojoso, 26 novembre 2006). Nella consapevolezza che «l’oggetto strada, prima ancora che in significati sociali, politici o economici, esplica la sua funzione primaria nel permettere la comunicazione tra gruppi umani», è stata fornita una breve contestualizzazione storica e geografica dell’ambito di appartenenza del Sentiero del Viandante. Nello specifico,  per quanto riguarda il Sentiero nella parte di territorio lecchese, non è ancora stato possibile definirne in modo univoco, se non per via indiziaria, la struttura della viabilità risalente all’età romana e altomedievale. Dall’analisi condotta dagli specialisti del settore emerge complessivamente l’immagine di un sistema viario gravitante su unico asse sovraregionale di comunicazione tra l’area padana e l’Oltralpe, organizzato in modo così capillare da raggiungere i numerosi centri abitati sparsi sul territorio. Per quanto riguarda l’area a settentrione dell’attuale abitato di Lecco, molti indizi confermano che la Valsassina era la via privilegiata per l’Altolago e la Valtellina. Pietro Pensa, accennando alle strade minori del Lario Orientale, tra le strade importanti per motivi economici in epoca romana indicò la strada della Riviera (cioè, appunto, l’attuale Sentiero del Viandante) che correva lungo la sponda orientale del lago. Le ipotesi dello studioso sulle presunte origini romane di questa via sembrano tuttavia, per il momento, prive di adeguati riscontri, essendo irreperibile un pilastrello con indicazione del miliare e iscrizione latina rinvenuto nel 1943 a San Pietro di Ortanella. Neppure la ricognizione condotta da Angelo Borghi sulla cartografia settecentesca ha prodotto gli esiti sperati in merito a una precisa definizione del percorso viario nei secoli passati. Le mappe del Catasto Teresiano, d’altra parte, evidenziano una rete viaria di dimensioni ridotte caratterizzata da tracciati tortuosi, fortemente condizionati dall’andamento orografico. Piuttosto che una strada unitaria di collegamento tra Lecco e Colico, doveva trattarsi, dunque, di un percorso nato dalla connessione di più tratti.

Riferimenti storici accertati risalgono alla costruzione della strada militare Lecco-Colico − appaltata nell’aprile del 1818 − che, inserendosi nella fascia fra i borghi e il lago, avviò un processo di sviluppo disomogeneo del territorio, dovuta allo svantaggio degli abitati posti a quota più elevata. Verso la fine dello stesso secolo il completamento della ferrovia Milano-Lecco-Colico, rafforzò la tendenza di crescita lineare in senso nord-sud indebolendo sempre più la stretta simbiosi che, anticamente, univa il  lago con l’insediamento policentrico lungo il crinale e la montagna.

Già in epoca tardo romana, dopo il crollo dell’Impero d’Occidente, il Lario svolse un ruolo fondamentale dal punto di vista strategico, ruolo che continuò a sussistere per molti secoli. Esso, dunque, fu dotato di fortificazioni per la difesa e il controllo dell’accesso ai valichi alpini retici. Ricognizioni sistematiche e indagini archeologiche hanno effettivamente evidenziato un sistema organico di strutture difensive con alcuni capisaldi localizzati a nord, nel Castello di Castelvedro sulla sponda lecchese e nel recinto di San Siro su quella  comasca, nel castrum di Sant’Ambrogio a Perledo, per quanto riguarda il centro lago e infine, verso sud, nel castrum  lecchese di Santo Stefano. A questi  siti se ne associavano altri, tra i quali la  torre in località Sass da Poò (Varenna) che assolveva alla funzione di centro di controllo.

Alle presenze più antiche si aggiunsero successivamente diverse torri e varie strutture fortificate in altura, tutte inserite nel complesso sistema di controllo dei transiti lungo la via lacustre e terrestre. Tra le più note: la Torrazza − o ‘Torraccia’ − di Abbadia, lambita a monte dal Sentiero del Viandante, le case-torri di Crebbio (Abbadia Lariana) e di Rongio (Mandello del Lario), poste in relazione con la strada proveniente dai Resinelli e la Torre del Barbarossa a Maggiana di Mandello del Lario. All’età medievale risalgono pure la torre di Esino, situata sul percorso diretto ai passi Agueglio e Cainallo e il cosiddetto ‘castello di Orezia’, sopra Dervio. Si tratta, in realtà, di un possente torrione a pianta quadrata ubicato all’imbocco della valle e posto a guardia della strada che conduce in Valsassina e in Valvarrone. L’intero nucleo nel Medioevo era un importante borgo fortificato in rapporto con il vicino castello di Corenno (Dervio). Questo, a sua volta, al pari del castello di Vezio (Varenna), costituisce una testimonianza significativa di castello-recinto: struttura caratterizzata dalla presenza di torri con funzioni di avvistamento e di una cortina muraria al cui interno la popolazione si riparava, in caso di pericolo, con il bestiame e i generi di sopravvivenza.

Diverso il caso del cosiddetto ‘Castello’ di Lierna che era un borgo fortificato dotato di un impianto difensivo a riccio.

All’estremità settentrionale del Sentiero del Viandante, la zona di Colico rivela una particolare concentrazione di strutture fortificate. Fra queste spiccano i ruderi del Forte di Fuentes, costruito a partire dal 1603 in cima all’altura del Monteggiolo per volontà del governatore spagnolo di Milano, don Pedro Enriquez de Açevedo, con lo scopo proteggere il confine settentrionale dei domini spagnoli dai Grigioni protestanti.

Il sentiero direttrice di riferimento ai luoghi dell’ospitalità, ai siti legati a fondazioni religiose, maschili e femminile che, un tempo, univano all’attività contemplativa e di preghiera anchel’assistenza e l’accoglienza dei pellegrini. Hospitales e xenodochi, così come le infermerie e i lazzaretti destinati alla cura degli ammalati, fino all’XI secolo rimasero parte integrante di conventi e monasteri; solo in un secondo tempo si affermarono come realtà autonome. Si fa, dunque, riferimento ai cluniacensi di Piona,  agli umiliati di Bellano e di Dervio, alle benedettine di Varenna, ai servi di Maria di Abbadia e di Mandello e alle splendide strutture architettoniche da loro edificate. Particolarmente suggestivo, poi, è  il complesso di Santa Maria di Olcio che, in passato, fu sede di un Hospitalis assai frequentato, trovandosi lungo una via montana (raggiungibile da una diramazione del Sentiero del Viandante) collegata con la Valsassina.

Doverosi sono gli accenni riguardanti alcuni edifici di culto della sponda orientale del Lario, impreziositi da affreschi risalenti, in gran parte, al XV secolo. Furono tenute aperte, in orari straordinari, le chiese di San Giorgio a Mandello del Lario, di Sant’Antonio a Vezio, sopra Varenna, di San Giorgio a Mandonico (nel Comune di Dorio) e di San Rocco a Colico. Analizzando le iconografie ricorrenti nelle pitture murali di questi e di altri edifici rivieraschi è possibile avanzare qualche considerazione. Per quanto riguarda le devozioni popolari, per esempio, è alquanto diffusa la  rappresentazione dell’Imago pietatis nella forma comunemente detta Uomo dei dolori (o Vir Dolorum). Nell’ambito dei soggetti attinenti alla ‘Dottrina’ si riscontra la persistenza della Majestas Domini, per lo più ubicata nei catini absidali, come è già stato rilevato per l’intera zona lariana. Altrettanto diffusa nelle decorazioni parietali è la raffigurazione del Giudizio Universale e quella, connessa, dell’Inferno. Ciò è dimostrato dalle testimonianze più antiche, risalenti alla seconda metà circa del XIII secolo − epoca alla quale è assegnabile l’Inferno sulla controfacciata della chiesa di San Giorgio a Varenna − e dalle successive attestazioni riconducibili al XV, XVI e XVII secolo. Fra queste spicca, per complessità e completezza, il  ciclo escatologico della chiesa di San Giorgio  a Mandello del Lario, del quale si trova una versione più corsiva negli affreschi cinquecenteschi della chiesa di Sant’Antonio Abate a Vendrogno.

Un altro ciclo di affreschi di estremo interesse è rappresentato dalla Dormizione della Madonna nella chiesa di San Zenone a Mandello dove Maria è presentata ai fedeli come modello eccelso per superare la paura della morte attraverso la fiducia in Cristo.

Il sentiero è stato percorso da molti artisti itineranti; fra questi Stefano da Pianello, al quale è attribuito un bel trittico nella chiesa di Sant’Antonio Abate a Vezio e Sigismondo De Magistris che, nel 1533, firmò la tavola con il Battesimo di Gesù attualmente situata in San Giorgio a Varenna. Privo di nome è l’esecutore del Martirio di San Sebastiano nella chiesa di San Rocco a Colico, che contiene sorprendenti citazioni da incisioni di Martin Schongauer.

Come avete letto, il sentiero offre una molteplicità di punti di interesse artistici e culturali che meritano di essere conosciuti. Lo scopo del Trail del Viandante nasce proprio per questo, unire lo sport alla cultura.

 

Grazie per la partecipazione                                                                                                                                          L’organizzazione